FRANCESCA

Che le parole siano sempre fonte di ispirazione.

Ah, le parole! Quel codice così curiosamente complesso che ci permette di entrare in relazione con il mondo. Ovviamente non è l’unico e forse nemmeno il più potente, ma sicuramente è quello che amo di più.
Le parole arrivano dritte al cuore: come una lama o come una carezza. Possono far sorridere o ferire, danno spiegazioni, scatenano emozioni, offrono conforto o gettano nel panico. Sono dolci, dure, inafferrabili, poetiche, asettiche, decisive, …si potrebbe descriverle all’infinito.

Parole dette in faccia o di nascosto, all’orecchio; scritte su un biglietto o su un muro, sussurrate al vento o urlate in cima ad un monte per sentirne l’eco. Parole di un libro, di una corona funebre, di un testo breve, di un libretto di istruzioni.

Le parole accompagnano la nostra vita in ogni istante, ogni giorno. Bisogna averne cura, trattarle con rispetto e cautela, ponderarle e imparare a riconoscerle per arrivare dritti al punto, consapevoli che – inevitabilmente – avranno un ritorno.

Quanto vorrei conoscerne e usarne sempre di più, inventarne di nuove e scoprirne origini e significati, più o meno condivisi.

Non smetterò mai di interrogarmi sul loro senso; non smetterò mai di giocarci e di scegliere le migliori parole possibili, consapevole che:

“A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.”

Alessandro Baricco

Francesca, la ALFiana sognatrice

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